Film in anteprima, incontri, eventi in Campania dal 3 all'8 novembre

Al via la sedicesima edizione della rassegna Il cinema esteso. Venezia a Napoli

Daniele Esposito · 31 ottobre 2026
 

A Napoli e in Campania Il cinema esteso cambia nome e, giunto alla sedicesima edizione in programma da martedì 3 a domenica 8 novembre, propone un’inversione concettuale nel proprio titolo, finalizzata a un ulteriore ampliamento dello sguardo e degli spazi, pur ribadendo con la conferma della locuzione Venezia a Napoli, il focus principale sulla selezione di film provenienti dalla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Tra le quarantadue proiezioni di opere provenienti da diciotto Paesi, dunque, mantengono il proprio spazio, in esclusiva per la Campania, molti grandi film internazionali proiettati e premiati al Lido a inizio settembre.

La rassegna, nata nel 2011 in sinergia con la direzione della Mostra di Venezia, è ideata e diretta da Antonella Di Nocera e organizzata da Parallelo 41 Produzioni col contributo di Regione Campania e Film Commission Regione Campania e il patrocinio e il supporto del Comune di Napoli. A dimostrazione dell’ampiamento dello sguardo, non più concentrato soltanto sui titoli presentati a Venezia durante l’ottantatreesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, il festival partenopeo inizia il 3 novembre con la proiezione di Mustang di Kasia Smutniak, che lo accompagna di persona al multicinema Modernissimo, in esclusiva per la Campania dopo essere stato presentato e premiato all’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma.

Ma il programma della prima giornata fa prontamente ritorno in Laguna grazie a Falling House dell’iraniano Mohsen Gharaei (Premio Orizzonti per la migliore attrice a Laleh Marzban), dando spazio anche alla sezione Venezia Classici con la versione restaurata a cura di Cinecittà di Viaggio in Italia (1953) di Roberto Rossellini, introdotta al cinema Vittoria di Aversa da Rosario Gallone.

Infatti, il “Cinema esteso” al quale fa riferimento il nome della kermesse diventa principio guida di un progetto culturale più ampio in due direzioni: nel tempo, con rassegne, incontri e gemellaggi lungo tutto l’anno, aperti a incursioni da altri festival; ma anche nello spazio, con una programmazione che dal centro della città si muove verso le periferie e il territorio regionale. Infatti, oltre che nelle sale napoletane (Modernissimo, Sala Assoli, Vittoria, La Perla e Institut Français Napoli), le proiezioni si svolgeranno anche ad Aversa, Casalnuovo, Capua, Avellino e Anacapri. Un modo per portare il grande cinema d’autore dove arriva meno, valorizzando esercenti, operatori e curatori che da anni lo difendono e diffondono nei vari territori.

Il giorno seguente, mercoledì 4 novembre, sarà la volta di alcuni titoli molto attesi come They’re Here di Rachel Lauren Mueller e Laura Poitras, vincitrice del Leone d’Oro nel 2022 e soprattutto di Possible Love di Lee Chang-dong di cui s’è parlato molto a Venezia e che si annuncia come un protagonista dei prossimi Oscar. Sorte che condivide con l’ultima opera di Martin McDonagh, Wild Horse Nine (che ha permesso a John Malkovich di aggiudicarsi la Coppa Volpi alla Mostra di Venezia 2026), presentata al cinema Vittoria di Napoli il 5 novembre e introdotta da Gordon Poole alle 16.30 e Alberto Castellano alle 21.

Tuttavia, la giornata di giovedì può essere rinominata “Kapadia Day”, dal momento che il regista Asif Kapadia incontrerà gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e delle Università cittadine in una delle tre mattinate loro dedicate al Modernissimo, nel corso di una masterclass moderata da Diego Del Pozzo subito dopo la proiezione di Amy, il suo documentario premio Oscar 2016. Inoltre, l’autore interverrà sempre nella stessa multisala anche in serata per incontrare il pubblico dopo la proiezione di Diego Maradona, confrontandosi dunque con la città che ha reso un mito la figura al centro del suo film.

Il giorno seguente l’evento da segnalare è sicuramente la proiezione di un’opera al centro di accese discussioni e polemiche fin dalla sua selezione veneziana. Si tratta uno tra i progetti più ambiziosi, estremi e radicali del cinema contemporaneo: Dau di Ilya Khrzhanovsky, il quale sarà presente al festival fino al giorno di chiusura. Eppure, il 6 novembre la rassegna parla francese, grazie alle proiezioni del film Leone d’Oro 1985 di Agnès Varda, Senza tetto né legge, introdotto da Anna Masecchia al Modernissimo, e di La maison du vent assieme a Un bon petit soldat presso l’Institut Français. Infatti, il festival si avvale anche della collaborazione di tale istituto di cultura, così come di Goethe-Institut, Instituto Cervantes, Istituto Confucio e Forum Austriaco di Cultura.

Infine, per chiudere questa immersione nel programma de Il cinema esteso. Venezia a Napoli 2026 va segnalata sabato 7 novembre la presenza di Anna Foglietta, che accompagna al cinema La Perla il suo primo film da regista, Una storia, in sezione Orizzonti a Venezia; e quella di Cosimo Messeri col suo Il massacro, vincitore del premio SIAE al Talento Creativo 2026, presso il cinema Vittoria di Napoli. Ma non bisogna assolutamente tralasciare il film di chiusura di domenica 8: l’imperdibile documentario Imperium di Sergei Loznitsa, viaggio nell’Unione Sovietica degli anni Settanta.

Dunque, la rassegna si ripropone anche quest’anno come spazio permanente di circolazione di opere, idee e autori, con un’attenzione particolare al cinema indipendente, al cinema del reale e a quello realizzato dalle donne. «Proprio alla recente Mostra di Venezia – spiega Antonella Di Nocera – la questione della presenza delle donne in competizione è stata centrale. Da sempre, il nostro lavoro è andato nella direzione di mostrare il cinema al femminile (dalla scrittura alla regia, dal montaggio alla produzione). In ogni film le autrici lasciano il segno, ma, semplicemente, questo non viene sufficientemente raccontato. Anche in termini storici, infatti, il contributo delle donne al cinema è omesso dalla narrazione. Così, nel nostro piccolo, nel concreto, da sei anni il premio dedicato a Valentina Pedicini, divenuto riconoscimento ufficiale della Mostra, annunciato al Lido e consegnato a Napoli, pone al centro proprio l’autorialità femminile. E la presenza delle tre vincitrici, assieme al Premio Speciale Sara Fgaier, ne è una conferma ulteriore, proprio come gli eventi speciali con Kasia Smutniak e Anna Foglietta. In novant’anni di storia solo otto donne hanno vinto il Leone d’Oro. Una di loro è Agnes Varda, che omaggiamo in collaborazione col progetto della Cineteca di Bologna e del festival Il cinema ritrovato intitolato Viva Varda! Il cinema è donna. Nelle nostre edizioni più recenti, tra l’altro, abbiamo ospitato anche Audrey Diwan e Laura Poitras, di cui proiettiamo quest’anno un corto sulle violenze a Minneapolis. Aspettando a dicembre, in quella che è una “coda” del nostro festival, la grande documentarista francese Claire Simon, da trent’anni fedele a un cinema in presa diretta che ha fatto scuola». In particolare, proprio la presenza di Claire Simon a Napoli fra il 9 e l’11 dicembre con proiezioni e workshop in collaborazione con la rassegna EUROPA. Cinema al Femminile, dimostra ancor di più la volontà del festival di non chiudere l’8 novembre, ma proseguire nel tempo con uno o più spin-off.

In conclusione, va ricordato che questa edizione è dedicata ad Angela e Mimmo Jodice, a un anno dalla scomparsa del grande fotografo, seguito nel luglio scorso dalla sua compagna. Entrambi sono stati omaggiati durante l’anteprima alla Sala Assoli Moscato del 27 ottobre, mentre sul manifesto ufficiale della rassegna campeggia una fotografia del maestro, Attesa. Opera 32 (2008), concessa dagli eredi Barbara e Francesco Jodice e raffigurante il pontile di Bagnoli, che avanza nel mare verso un orizzonte che s’estende oltre lo sguardo.