VOL. 02, N. 1, MAGGIO-GIUGNO 2027: CALL FOR ESSAYS

23-10-2026

BLACKOUT

Cinema e altre visioni

 

Rivista semestrale di film, media e visual studies

 

BLACKOUT è una rivista accademica digitale open access dedicata ai film studies, media studies, television studies, visual studies e game studies. La rivista nasce come spazio interdisciplinare per l’analisi critica delle immagini contemporanee, delle culture audiovisive e delle trasformazioni mediali. Pubblicata dall’Accademia di Belle Arti di Napoli tramite piattaforma OJS, BLACKOUT promuove un dialogo tra cinema, media, arti visive e pratiche digitali contemporanee.

 

 

CALL FOR ESSAYS

 

BLACKOUT. Cinema e altre visioni

Vol. 02, No. 1 (Maggio-Giugno 2027) – Sezione: Focus On

 

AMERICA OGGI

Immagini, sguardi e culture degli Stati Uniti tra memorie del passato e visioni del futuro

 

A cura di Diego Del Pozzo

 

 

Grazie alla forza delle proprie industrie culturali e alla loro straordinaria capacità di circolazione internazionale, gli Stati Uniti d’America occupano, fin dall’inizio del Novecento, una posizione centrale nell’immaginario globale. Forme d’arte, di comunicazione e d’espressione profondamente legate allo sviluppo tecnologico e industriale come cinema, fumetto, letteratura popolare, musica registrata, televisione, pubblicità, videogiochi hanno contribuito in maniera decisiva a costruire e diffondere nel corso dei decenni immagini dell’America e dell’american way of life all’interno e, soprattutto, all’esterno dei confini nazionali. Ma quale America raccontano oggi queste immagini? E, soprattutto, quale America emerge quando le immagini del presente vengono osservate attraverso la memoria del passato e attraverso le possibilità, o le paure, di un futuro sempre più incerto e meno decodificabile?

In una fase storica come quella odierna, caratterizzata da profonde trasformazioni politiche, sociali, culturali, economiche e tecnologiche, gli Stati Uniti costituiscono ancora di più un osservatorio privilegiato per interrogare il rapporto tra immaginario, cultura popolare e realtà sociale. In particolare durante la seconda presidenza di Donald Trump, poi, il confronto pubblico appare attraversato da forti tensioni relative all’identità nazionale, all’etnia, alle migrazioni, alle disuguaglianze, al rapporto fra centro e periferia, alle questioni di genere e generazionali, alla libertà d’espressione, alle trasformazioni del lavoro, al ruolo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, alla crisi e alla trasformazione degli ecosistemi mediali e al rapporto tra cittadini, istituzioni e forme e strumenti della comunicazione. La società statunitense di questi anni, infatti, è attraversata da fratture politiche e culturali complesse; ed è sempre più contraddistinta da una polarizzazione che non può essere ricondotta esclusivamente alla rigida contrapposizione tra due schieramenti politico-ideologici, ma va analizzata anche attraverso le sempre più marcate differenze di valori, identità, appartenenze sociali, orientamenti culturali e modalità di consumo mediale. In questo scenario, la cultura popolare non costituisce più semplicemente uno specchio della società, bensì anche uno spazio nel quale la stessa società americana viene di volta in volta immaginata, negoziata e rinegoziata, contestata, semplificata, mitizzata o reinventata.

Il cinema, in particolar modo, ha storicamente rappresentato uno tra i luoghi privilegiati attraverso i quali gli Stati Uniti contemporanei hanno saputo costruire una propria autorappresentazione: dal mito della frontiera allo sviluppo delle metropoli, dal sogno americano alla sua crisi e messa in discussione, dalla celebrazione della potenza nazionale alla presa d’atto delle immagini della marginalità e dell’esclusione, dalla rappresentazione della guerra e della potenza militare proiettata oltre i confini nazionali alla riflessione sulle sue conseguenze “interne” e sulle forme di violenza che attraversano la società statunitense; dalle narrazioni della famiglia e del lavoro alle trasformazioni delle identità individuali e collettive in un’epoca segnata dalla crisi delle grandi narrazioni, dal digitale e dalla crescente incertezza nel distinguere tra finzione e realtà. Ma questa funzione non appartiene soltanto al cinema, poiché la televisione e lo streaming, la serialità, il fumetto, la popular music, i videoclip, i videogiochi, i podcast, i social media, la pubblicità e tutte le altre forme della cultura audiovisiva e popolare partecipano oggi a un sistema sempre più complesso e interconnesso nel quale le immagini dell’America circolano, si contaminano e si trasformano continuamente.

La stessa idea di “cultura popolare americana” appare sempre meno riconducibile a un sistema unitario. La moltiplicazione delle piattaforme, la frammentazione dei pubblici, gli algoritmi di raccomandazione e la crescente personalizzazione dei consumi hanno contribuito, infatti, a trasformare uno spazio culturale precedentemente più condiviso in una costellazione di comunità, nicchie e audience differenti. Gli stessi processi di polarizzazione politica, oggi particolarmente accentuati, vanno messi in relazione con le mutazioni dei consumi culturali e mediali, in un contesto storico-sociale nel quale il rapporto tra entertainment, identità e appartenenza politica si sviluppa secondo prospettive del tutto inedite.

È a partire da queste considerazioni che BLACKOUT. Cinema e altre visioni propone per la sua sezione monografica Focus On del numero 1/2027 (Vol. 02, No. 1) un dossier dedicato agli Stati Uniti d’America. Il titolo America oggi. Immagini, sguardi e culture degli Stati Uniti tra memorie del passato e visioni del futuro intende evidenziare due tra le caratteristiche più interessanti del cinema e della cultura popolare americana: la capacità di rielaborare costantemente il passato e di utilizzare il futuro per raccontare il presente. Basti pensare a quegli autentici archivi dell’immaginario nazionale che generi narrativi come il western, il noir, il gangster movie, il melodramma, il war movie, l’horror, la fantascienza e numerosi altri hanno costruito nel corso del tempo, ridefinendosi attraverso continui aggiornamenti, riutilizzi e trasformazioni. Il passato ritorna così nel presente, in particolare al cinema e negli audiovisivi, sotto forma di remake, reboot, sequel, prequel, franchise, adattamenti, immagini d’archivio, nostalgia, retro-futurismo, revisioni della memoria. Contemporaneamente, però, il futuro è spesso già presente nelle immagini americane: nelle distopie, nella fantascienza, nelle narrazioni post-apocalittiche, nelle rappresentazioni di un’intelligenza artificiale percepita come sempre più difficile da controllare, nelle città automatizzate, nelle crisi ecologiche, nelle trasformazioni del lavoro e nelle nuove forme di sorveglianza e controllo.

Ieri, oggi e domani possono dunque convivere all’interno della stessa immagine. E questo Focus On intende interrogare proprio tali sovrapposizioni temporali e culturali.

 

Possibili prospettive

La Call è aperta a contributi interdisciplinari che anche attraverso prospettive storiche, sociologiche, antropologiche, politologiche ed economiche mantengano al centro dell’analisi le immagini, le narrazioni, le pratiche culturali e i sistemi mediali. Le autrici e gli autori sono invitati a confrontarsi, a titolo esemplificativo e non esaustivo, con uno o più dei seguenti nuclei tematici.

 

1. Il cinema americano e l’immagine dell’America

·     Il cinema come autorappresentazione di una nazione;

·     Le trasformazioni del mito americano;

·     Hollywood e l’immaginario nazionale;

·     Il runaway american dream;

·     Rappresentazioni del potere, della ricchezza e della povertà;

·     Lavoro, consumo e mobilità sociale;

·     Famiglia, comunità e individualismo;

·     Città, periferie, suburbs e small towns;

·     Il mito della frontiera;

·     Rapporto tra centro e margine;

·     Cinema indipendente e rappresentazioni alternative dell’America;

·     Nuove geografie del cinema statunitense.

 

2. America, memoria e storia negli audiovisivi contemporanei

·     Guerra civile e memoria della schiavitù;

·     Segregazione e movimento per i diritti civili;

·     Vietnam;

·     Watergate;

·     Guerra fredda;

·     Reaganomics e anni Ottanta;

·     11 settembre 2001 e New World Order;

·     Guerre in Medio Oriente;

·     Crisi economiche;

·     Memoria presidenziale;

·     Rappresentazione della storia recente;

·     Revisionismo e contro-memorie;

·     Nostalgia e retromania;

·     Remake, reboot e nuove forme della memoria audiovisiva;

·     Dall’american dream all’american scream: cultura popolare e industria audiovisiva al tempo di Trump.

 

3. Polarizzazione, conflitto e cultura popolare

·     Rappresentazioni della polarizzazione politica;

·     Cultura progressista e cultura conservatrice;

·     Culture Wars;

·     Identità politiche e identità culturali;

·     Rappresentazione del conflitto sociale;

·     Media e appartenenza;

·     Celebrity e politica;

·     Entertainment e comunicazione politica;

·     Cinema e propaganda;

·     Televisione e informazione;

·     Satira politica;

·     Meme culture e cultura digitale;

·     Social media e nuovi immaginari.

 

4. Rappresentazione delle molteplici identità americane

·     Black cinema e Black popular culture;

·     African-american representation;

·     Indigenous representation;

·     Asian-american cinema;

·     Latinx/Latine cultures;

·     Immigrazione e diaspora;

·     Multiculturalismo;

·     Whiteness;

·     Rappresentazioni di classe;

·     Intersezioni tra etnia, genere e classe;

·     Memoria e identità;

·     Appropriazione culturale;

·     Nuove forme di rappresentazione e autorappresentazione.

 

5. Gender, corpo e sessualità nell’audiovisivo e nella pop culture

·     Femminilità e mascolinità;

·     Corpo e identità;

·     Maternità e paternità;

·     Sessualità;

·     Comunità LGBTQIA+;

·     Transgender representation;

·     Nuove forme della celebrity;

·     Politiche del corpo;

·     Violenza di genere;

·     Lavoro e genere;

·     Trasformazioni dei modelli familiari.

 

6. Televisione, streaming e nuova serialità

·     Network Era;

·     Cable television;

·     Prestige television;

·     Serialità contemporanea;

·     Streaming platforms e TV convergente;

·     Binge watching;

·     Frammentazione dei pubblici;

·     Sitcom e dramedy;

·     Crime e political drama;

·     Reality television;

·     Talk show;

·     Late-night television;

·     Televisione e identità nazionale;

·     L’era degli algoritmi;

·     Le trasformazioni dell’industria televisiva nel Terzo millennio.

 

7. Fumetto, graphic novel, cinecomics, transmedia storytelling

·     Dai pulp magazines ai comic books;

·     Supereroi e identità nazionale;

·     Marvel e DC Comics;

·     Supereroismo e militarismo;

·     Villains e paure sociali;

·     Fumetto underground;

·     L’avvento del graphic novel;

·     Comics culture;

·     Rappresentazioni etniche e di genere;

·     Adattamenti tra fumetto, cinema e televisione;

·     L’era dei cinecomics;

·     Universi transmediali ed ecosistemi narrativi;

·     Revisionismo dei supereroi e crisi dell’idea di eroismo;

·     Trasformazioni contemporanee e nuove frontiere.

 

8. Musica pop, rock e identità sonore americane

·     Country e folk;

·     Soul, jazz, rhythm and blues;

·     Il rock ‘n’ roll e la nascita dei teenagers;

·     Pop;

·     L’industria della musica americana;

·     Popular music, cinema e televisione;

·     Controcultura, rock e proteste giovanili;

·     Hip hop, rap e culture urbane;

·     Punk e metal, antagonismo e rabbia;

·     MTV e l’era del videoclip;

·     Celebrity culture;

·     Concerti, performance e corpi d’artista;

·     Nuove identità, conflitti di classe, gap tra generazioni;

·     Musica e impegno politico.

 

9. Horror, fantascienza, distopia, apocalisse

·     L’industria della paura pop;

·     Horror e ansie sociali;

·     Invasion narratives;

·     Dai mostri classici all’onnipresenza dello zombie;

·     Epidemie e pandemie;

·     Climate fiction, catastrofi naturali, futuro ecologico;

·     Post-apocalisse tra cinema e serie TV;

·     Distopie tecnologiche;

·     Dal robot all’intelligenza artificiale;

·     Poetiche (e politiche) della sorveglianza e della militarizzazione;

·     Crisi della civiltà e paura del collasso sociale.

 

10. Rappresentazioni della guerra, della violenza e della sicurezza

·     Guerra e cinema;

·     Il trauma del Vietnam fuori e dentro i confini nazionali;

·     Iraq e Afghanistan;

·     11 settembre 2001 e guerra al terrorismo globale;

·     Il genere bellico in TV, nei fumetti e nei videogiochi;

·     Polizia e militarizzazione;

·     Armi e cultura americana;

·     Vigilante cinema;

·     Violenza urbana;

·     Memoria dei conflitti;

·     Rappresentazione del nemico.

 

11. Nuove tecnologie, visioni digitali, intelligenza artificiale

·     Intelligenza artificiale e cinema;

·     Algoritmi e immagini;

·     Generative A.I.;

·     Automazione e robotica;

·     Realtà virtuale e aumentata;

·     Videogiochi e cultura convergente;

·     Sorveglianza digitale;

·     Piattaforme e data culture;

·     Tecnologie militari;

·     Le trasformazioni del lavoro creativo;

·     L’autorialità al tempo dell’intelligenza artificiale;

·     Cinema della convergenza e narrazioni transmediali.

 

12. Industria culturale e trasformazioni di Hollywood

·     Studio system;

·     Hollywood contemporanea;

·     Streaming wars;

·     Franchise;

·     Blockbuster;

·     Conglomerati mediali;

·     Trasformazione del mercato cinematografico;

·     Crisi della sala;

·     Nuove forme di distribuzione;

·     Festival;

·     Cinema indipendente;

·     Sindacati e lavoro nell’industria audiovisiva;

·     Condizioni di produzione tra scioperi e trasformazioni professionali;

·     Piattaforme e nuovi modelli industriali.

 

13. America fuori dall’America

·     Americanizzazione e anti-americanismo;

·     Hollywood come industria globale;

·     Circolazione transnazionale dei generi;

·     Remake e adattamenti;

·     Co-produzioni;

·     Esportazione dei modelli culturali;

·     Immagini dell’America nel cinema italiano ed europeo;

·     Soft power;

·     American studies e transnational cinema.

 

Oltre il presente

Pur concentrandosi sulla fase contemporanea, il dossier non intende limitarsi alla cronaca dell’America attuale. Al contrario, tra gli obiettivi della Call c’è quello di attrarre contributi che mettano in relazione il presente con le genealogie storiche che lo hanno prodotto e con gli scenari futuri che le immagini contemporanee sembrano prefigurare.

Infatti, il cinema americano ha spesso funzionato proprio come una sorta di macchina temporale, capace di recuperare il passato per interpretare il presente oppure di immaginare il futuro per analizzare le inquietudini del proprio tempo. In tal senso, sono ben accetti anche studi che affrontino fenomeni apparentemente lontani dall’attualità ma capaci di stabilire una relazione significativa con le trasformazioni dell’America contemporanea.

 

Approcci e metodologie

La Call non intende privilegiare un’unica metodologia. Pertanto, sono benvenuti quei contributi che adottino, tra gli altri, i seguenti approcci teorici:

·     film analysis;

·     media studies;

·     television studies;

·     visual culture studies;

·     cultural studies;

·     American studies;

·     popular culture studies;

·     star studies;

·     genre studies;

·     audience and reception studies;

·     production studies;

·     political economy;

·     transmedia studies;

·     gender studies;

·     race and ethnicity studies;

·     memory studies;

·     archival studies;

·     digital humanities;

·     studi sociologici e antropologici;

·     prospettive interdisciplinari e transnazionali.

Particolare interesse sarà rivolto ai contributi capaci di far dialogare l’analisi delle forme con la dimensione storica, sociale, culturale e politica, evitando sia la riduzione dell’opera audiovisiva a semplice documento sociologico sia, al contrario, un’analisi puramente formale disancorata dal contesto nel quale l’opera viene prodotta e fruita.

 

Dieci suggerimenti bibliografici

La breve bibliografia che segue è proposta a titolo puramente orientativo per inquadrare i temi del presente Focus On e stimolare il confronto con ulteriori prospettive teoriche e critiche, anche interdisciplinari:

·     Baudrillard Jean, Amérique, Grasset, Parigi 1986 (trad. it., America, SE, Milano 2000);

·     Brunetta Gian Piero (a cura di), Storia del cinema mondiale, Volume secondo: Gli Stati Uniti (Tomo primo e Tomo secondo), Einaudi, Torino 2000;

·     Cullen Jim, The American Dream: A Short History of an Idea That Shaped a Nation, Oxford University Press, Oxford 2003;

·     De Gaetano Roberto, La scena americana. Filosofia, letteratura, cinema, Mimesis, Milano-Udine 2025;

·     King Geoff, New Hollywood Cinema: An Introduction, Columbia University Press, New York 2002 (trad. it. La nuova Hollywood. Dalla rinascita degli anni sessanta all’era del blockbuster, Einaudi, Torino 2004);

·     La Polla Franco, Sogno e realtà americana nel cinema di Hollywood, edizione aggiornata, Il Castoro, Milano 2004;

·     Menarini Roy, Il cinema dopo il cinema. Dieci idee sul cinema americano 2001-2010, Le Mani, Recco-Genova 2010;

·     Sklar Robert, Movie-Made America: A Cultural History of American Movies, edizione riveduta e aggiornata, Vintage Books, New York 1994 (trad. it. della prima edizione del 1975: Cinemamerica. Una storia sociale del cinema americano, Feltrinelli, Milano 1982);

·     Steinbeck John, America and Americans and Selected Nonfiction, Penguin, New York 2003 (trad. it. L’America e gli americani e altri scritti, Alet Edizioni, Padova 2008);

·     Zagarrio Vito, Storie americane. Il cinema di Hollywood dalle origini a oggi, Carocci, Roma 2025.

 

Proposte di contributo

Le proposte dovranno comprendere:

·     titolo provvisorio del contributo;

·     breve abstract di circa 1.000-1.500 battute (spazi inclusi);

·     riferimenti bibliografici essenziali (al massimo 5);

·     5 parole chiave;

·     breve biografia dell’autrice/autore (circa 500 battute spazi inclusi);

·     ORCID, se disponibile.

Le proposte potranno essere redatte in italiano o in inglese.

La selezione delle proposte sarà effettuata dal curatore del dossier e dalla redazione della rivista. L’accettazione della proposta non comporta l’accettazione automatica del saggio completo. Le proposte accettate, infatti, saranno successivamente invitate a presentare il contributo completo che verrà poi sottoposto alla procedura di peer review anonima, secondo le politiche editoriali di BLACKOUT.

 

Contributi finali

I saggi dovranno avere una lunghezza indicativa compresa tra le 40.000 e le 50.000 battute, spazi e note inclusi, in conformità con le norme redazionali della sezione Focus On di BLACKOUT.

I contributi dovranno essere originali e non pubblicati in precedenza né sottoposti contemporaneamente ad altre riviste. Potranno essere scritti in italiano o in inglese.

Gli articoli potranno contenere immagini, fotogrammi, fotografie, manifesti, materiali d’archivio e altri apparati iconografici, purché corredati delle informazioni necessarie e, ove richiesto, delle relative autorizzazioni alla riproduzione.

I contributi saranno pubblicati in Open Access secondo la politica editoriale della rivista.

 

Scadenze

·     Mercoledì 2 dicembre 2026: invio proposte;

·     Lunedì 7 dicembre 2026: comunicazione esito selezione;

·     Lunedì 8 marzo 2027: invio contributi completi;

·     Lunedì 3 maggio 2027: esito peer review;

·     Lunedì 10 maggio 2027: invio contributi con revisioni minori;

·     Lunedì 17 maggio 2027: invio contributi con revisioni sostanziali;

·     Lunedì 7 giugno 2027: pubblicazione rivista.

 

Come inviare la proposta

Le proposte dovranno essere inviate esclusivamente attraverso la piattaforma Open Journal Systems di BLACKOUT, previa registrazione o accesso alla propria area autore.

 

Sito della rivista

BLACKOUT. Cinema e altre visioni: https://blackout.abana.it.

 

Codice Etico

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