Da lunedì 14 settembre nei cinema italiani la versione restaurata del capolavoro di Fritz Lang

La Cineteca di Bologna riporta in sala M – Il mostro di Düsseldorf

Redazione · 11 settembre 2026
 

Dal 14 settembre arriva nei cinema italiani M – Il mostro di Düsseldorf, il capolavoro che ha reso immortale Peter Lorre, diretto nel 1931 dal maestro Fritz Lang. Il film sarà proiettato nella spettacolare versione restaurata in 4K da Deutsche Kinemathek presso i laboratori L’Immagine Ritrovata, Haghefilm e Henderson. A distribuirlo è la Cineteca di Bologna, nell’ambito del suo meritorio progetto per la distribuzione dei classici restaurati Il Cinema Ritrovato al cinema.

«Chi è l’assassino?», chiedono esplicitamente i manifesti. In questa sua opera oscura e straordinaria, Lang pose l’accento sull’origine da fatti di cronaca, ispirato da una serie di articoli su episodi realmente accaduti e dalla spietata lucidità della corrente artistica Neue Sachlichkeit (Nuova oggettività). Due anni prima dell’ascesa al potere dei nazisti in Germania – che spinse sia il regista che il protagonista Peter Lorre a lasciare il Paese – il film guarda con distaccata compassione i mendicanti menomati, i malati di mente, le casalinghe consumate dalla fatica.

Tom Gunning, nel suo libro The Films of Fritz Lang (BFI Publishing, Londra 2000), scrive: «M è il film più universalmente apprezzato di Lang. La complessità e l’originalità della sua struttura, la studiata ambiguità e ambivalenza dei suoi temi, la forza delle immagini e del suono gli garantiscono un posto di rilievo nella storia del cinema e nella critica cinematografica, a prescindere da quanto si possa respingere il canone o guardare con sospetto all’idea stessa di capolavoro. […] Nessun critico può pensare di proporre una lettura definitiva o anche solo esaustiva di questo film. Nel contesto dell’opera di Lang, considero M un film cardine, che funge da cerniera tra il suo cinema muto e quello sonoro, e anche […] tra la sua carriera tedesca e quella americana. M riprende alcuni temi della prima parte della carriera di Lang […], ma soprattutto ne annuncia di nuovi. […] Il film ruota attorno ad Hans Beckert, ma alla sua assenza più che alla sua presenza, alla ricerca di questa figura misteriosa e sfuggente. Potrebbe semplicemente sembrare una regola fondamentale del genere poliziesco – la ricerca e l’identificazione del colpevole – ma in verità M non solleva alcun dubbio sull’identità dell’assassino. […] Fin dall’inizio l’assenza impronta il film e determina i modi in cui utilizza il sonoro e costruisce lo spazio. E anche se l’uso innovativo del suono in M rappresenta una convenzione nella storia del cinema, questa canonizzazione non ne depotenzia la forza. Un elemento chiave in ogni analisi del sonoro di M è come il suono possa allargare lo spazio al fuori campo, imprimendo sullo spazio visibile nell’inquadratura la voce o il suono provenienti dallo spazio non visibile».

Scritto dallo stesso Fritz Lang assieme a Thea von Harbou, M – Il mostro di Düsseldorf si avvale della fotografia di Fritz Arno Wagner, del montaggio di Paul Falkenberg e della scenografia di Emil Hasler. Accanto a Peter Lorre (Hans Beckert), ne sono protagonisti Ellen Widmann (mamma Beckmann), Inge Landgut (Elsie Beckmann), Gustaf Gründgens (lo scassinatore), Friedrich Gnaß (il ladro), Fritz Odemar (il giocatore), Paul Kemp (il borseggiatore), Theo Lingen (il truffatore), Ernst Stahl-Nachbaur (capo della polizia) e Franz Stein (il ministro).