Tra storia e passioni cinefile nella sede dell'istituzione culturale lusitana

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In viaggio a Lisbona: la Cinemateca Portuguesa

From Lisbon,
Diego Del Pozzo · 12 September 2026


Per raggiungere a piedi la Cinemateca Portuguesa dalla Baixa, il celebre quartiere pombalino di Lisbona che s’estende dalle rive del Tago lungo Praça do Comércio attraverso le affollate arterie geometriche a griglia fino a Praça Dom Pedro IV, è davvero molto piacevole immergersi prima nelle suggestioni letterarie del Chiado con i suoi caffè storici (primo tra tutti quella Brasileira tanto amata da Pessoa…) e le librerie d’epoca, per poi superare il bellissimo edificio monumentale della stazione ferroviaria di Rossio, attraversare l’enorme Praça dos Restauradores e incamminarsi lungo l’elegante Avenida da Libertade al limitare del quartiere Principe Real, forse quello più raffinato ed esclusivo della capitale portoghese con i suoi suggestivi edifici del Diciannovesimo secolo, le boutique dello shopping di lusso, le gallerie d’arte e i negozi di antiquariato.

Risalendo verso nord lungo i controviali alberati dell’Avenida, pochi metri dopo l’omonima fermata della metropolitana il cinefilo non può fare a meno di notare sulla sinistra la facciata del Cinema São Jorge, una tra le sale più belle del Portogallo, inaugurato il 24 febbraio 1950 con la proiezione di Scarpette rosse di Powell e Pressburger e ancora in piena attività con la sua programmazione di qualità e i tanti festival e rassegne organizzati durante l’anno (in questi giorni, per esempio, è la casa del Motelx, il Lisbon International Horror Film Festival giunto alla sua ventesima edizione e realizzato proprio assieme alla Cinemateca). Una visita in questo storico cinema è obbligatoria, per ammirare l’eleganza della hall, la maestosità dello scalone d’epoca, i preziosi lampadari di cristallo che illuminano gli ambienti, la ricercatezza della piccola libreria interna, fino all’atmosfera unica della Sala Manoel de Oliveira, tutta in legno e capace di abbinare comfort contemporaneo e rispetto per la storia del luogo.

La passeggiata lungo Avenida da Libertade prosegue, quindi, per poche altre centinaia di metri, fino all’incrocio con Rua Barata Salgueiro, la strada dove al numero civico 39 si trova la Cinemateca Portuguesa. A catturare immediatamente lo sguardo del cinefilo sono, innanzitutto, la bella insegna vintage al neon che sormonta il cancello e le ringhiere d’epoca in metallo scuro e, una volta entrati nel cortiletto, la sobria eleganza della facciata del palazzetto classico con influenze francesi edificato a fine Ottocento dall’avvocato e politico Alberto António de Morais Carvalho e poi acquistato e ristrutturato dallo Stato portoghese nel 1979 per ospitare proprio la nuova sede della Cineteca nazionale che era stata istituita nel 1948. Nel cortile, sulla destra fa bella mostra di sé un’ampia vetrina con un romantico collage fotografico formato da migliaia di immagini dei tanti ospiti transitati nei decenni in quel luogo, con ampia rappresentanza anche di attrici, attori e registi italiani (mi ha particolarmente colpito la posizione centrale occupata dalla foto di Tonino De Bernardi, maestro dell’underground nostrano da me molto amato e particolarmente noto e apprezzato in Portogallo). Sul lato sinistro del cortile, invece, c’è l’area dedicata alle due sale cinematografiche dell’istituzione lusitana: la piccola e raccolta Sala Luís de Pina da 48 posti e la più grande e appena ristrutturata Sala Manuel Félix Ribeiro da 225 posti, entrambe con raffinate finiture in legno e dotate di enorme fascino storico-architettonico.

Appena entrati nel palazzo, quindi, a colpire sono l’enorme pregio degli interni old style in legno, la scala d’epoca con le sue magnifiche decorazioni neo-moresche e, tutt’intorno, le varie sale impreziosite da stucchi, azulejos tipiche e affreschi su pareti e soffitti. Passeggiando attraverso le sale e i corridoi si respira la storia del cinema portoghese ed europeo. D’altra parte, la Cinemateca Portuguesa – Museu do Cinema ha già superato di slancio i suoi settantacinque anni di attività culturale all’insegna della salvaguardia e della promozione del patrimonio cinematografico. Fondata da Manuel Félix Ribeiro, tra i pionieri delle cineteche in Europa, fin dal 1956 è membro della Federazione Internazionale degli Archivi Filmici (la FIAF) e continua a svolgere un ruolo fondamentale nella creazione e nello sviluppo delle reti tra istituzioni dedite alla tutela del patrimonio cinematografico europeo. Giunti al piano superiore, negli spazi dedicati all’ANIM (il centro di conservazione della Cinemateca) ci si trova di fronte a un’interessantissima esposizione permanente sul pre-cinema, organizzata secondo criteri storici, tematici e pedagogici e composta da quattro differenti sezioni: la lanterna magica, i giocattoli ottici, la storia della fotografia e gli albori del cinema. In pratica, attraverso gli oggetti e i dispositivi provenienti dalla collezione interna della Cinemateca (con molti pezzi originali ottocenteschi davvero preziosi e rari), la mostra permette ai visitatori di confrontarsi con i precursori della proiezione filmica e persino della fotografia, facendoli anche giocare con la magia dell’illusione delle immagini in movimento basata sulle imperfezioni dell’occhio umano.

Lasciandosi alle spalle le sale della mostra e quelle che ospitano gli archivi, la biblioteca e le aule studio, dall’affacciata superiore interna si arriva da un lato, poi, nel bel ristorante-bar 39 Degraus, a tema hitchcockiano fin dal nome che omaggia il classico film del 1935 Il club dei 39 (The 39 Steps), dotato anche di un’ampia terrazza all’aperto che in estate ospita le proiezioni serali della Cinemateca; dall’altro lato, nella suggestiva libreria Linha de Sombra, che in un locale per la verità un po’ angusto propone comunque un’ampia selezione di libri, riviste, dvd e cartoline d’epoca, nonché le pubblicazioni ufficiali della stessa Cinemateca Portuguesa, sia cartacee che in home video. A tale proposito, tra le novità più interessanti di questi mesi vanno certamente segnalate le uscite in ottimi cofanetti con dvd e libro delle versioni restaurate in 4K di fondamentali documentari del periodo della “Rivoluzione dei garofani” come il collettivo As armas e o povo (1975) e Torre Bela (1977) di Thomas Harlan (con Roberto Perpignani al montaggio e non solo).

A proposito di novità, infine, merita due parole anche la densa programmazione regolare della Cinemateca. Nel mese di agosto, per esempio, i cinefili di Lisbona e quelli presenti in città come turisti si sono potuti godere un’imponente retrospettiva dedicata al concetto di ribellione giovanile e al suo racconto da parte del cinema hollywoodiano tra gli anni Cinquanta e i Settanta. Opportunamente intitolato Rebeldes Sem Causas, come omaggio al cult movie di Nicholas Ray Gioventù bruciata (Rebel Without a Cause), il ciclo ha proposto, a partire proprio dal film con James Dean, una trentina di grandi classici americani del periodo, come Il laureato, Easy Rider, L’ultimo spettacolo, American graffiti, La febbre del sabato sera e tanti altri. Con la piena ripresa delle attività dopo l’estate, invece, a settembre sono in corso o in programma fino a fine mese una retrospettiva completa sul cinema di Martin Scorsese (Entre a raiva e o silêncio, cioè “Tra la rabbia e il silenzio”) e un ampio e denso omaggio al grande produttore portoghese Paulo Branco (A vã glória de produzir, ovvero “La vana gloria del produrre”), affiancate da rassegne “minori” comunque interessanti dedicate al rapporto tra cinema e lirica (Cine-ópera) o ai classici del muto (Viagem ao fim do mudo), oltre a singole proiezioni speciali, ai consueti incontri con autrici e autori e ai programmi regolari per bambini di Cinemateca Júnior.


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