Visioni e incantamento

Pratiche magiche della forma filmica

Autori

Parole chiave:

Dispositivo cinematografico e percezione, Cinema e spiritualismo, Ritualità e trance spettatoriale

Abstract

Fin dalle sue origini, il cinema è stato interpretato attraverso un lessico che rimanda alla magia e allo spiritualismo, tanto per le sue qualità tecniche quanto per le condizioni percettive e simboliche della visione. Muovendo da queste premesse, attraverso alcune elaborazioni teoriche e filmiche, il contributo esplora il cinema come dispositivo capace di produrre esperienze liminali e trasformative e in cui la visione si configura come esperienza rituale condivisa.

Biografia autore

  • Angela Bevilacqua, Accademia di Belle Arti di Napoli

    Angela Bevilacqua (Napoli, 1996) è regista e sceneggiatrice. Laureata e specializzata in Fotografia, Cinema e Televisione presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove è attualmente dottoranda in Visual Arts, Performing Arts, New Media, New Technologies, Music and Cultural Heritage. I suoi cortometraggi sono stati presentati in festival nazionali e internazionali. La sua ricerca si concentra sulle relazioni tra cinema ed esoterismo.

Riferimenti bibliografici

M. Leeder, The Modern supernatural and the beginnings of cinema, Palgrave Macmillan, London 2017.

A. Artaud, Sorcellerie et cinéma, Œuvres complètes, vol. III, Gallimard, Paris 1970.

P. Taberham, Style, Structure and Allusion in Lucifer Rising, in “Open Screens”, vol. 2, n. 1 (2009).

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Pubblicato

25-05-2026

Come citare

Visioni e incantamento: Pratiche magiche della forma filmica. (2026). BLACKOUT. Cinema E Altre Visioni, 1(00). http://blackout.abana.it/index.php/blackout/article/view/5

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